I Fisioterapisti abusivi sono più numerosi di quelli abilitati

Abusivismo in Fisioterapia

Secondo stime dell’Associazione Italiana Fisioterapisti i fisioterapisti abusivi sarebbero in numero maggiore rispetto a quelli accreditati presso il Ministero della Salute.

Sembra infatti che circa il 30% degli italiani che giornalmente si affidano a interventi di riabilitazione, incappando in sedicenti fisioterapisti possono subire danni talvolta anche gravi e irreversibili.

L’abusivismo in Fisioterapia produce inoltre un danno economico, sia all’utente (in termini di tariffe spesso ingiustificate e sovente non fatturate), sia ai professionisti e agli Enti legalmente preposti all’erogazione di simili prestazioni, sia allo Stato (in termini di evasione fiscale).

I Nuclei Anti Sofisticazione  rilevano talvolta irregolarità che possono portare anche alla chiusura di diverse strutture dove operano soggetti in assenza del titolo accademico.

Mettersi nelle mani di un Fisioterapista abusivo può costare caro, sia in termini di denaro sia in termini di salute. Una diagnosi sbagliata è il primo rischio che si corre in quanto ne consegue necessariamente una terapia inappropriata.
abusivismo in fisioterapia

Quali conseguenze possono esserci per l’utente?

Una terapia praticata su qualsiasi parte muscolo-scheletrica del corpo a causa dell’imperizia dell’operatore può produrre traumatismi alle strutture legamentose, muscolari, nervose e vascolari.

Qualche volta questi danni sono transitori e caratterizzati da una riacutizzazione o un peggioramento del quadro clinico (per es. un aggravamento del dolore), ma potrebbero procurare una cronicizzazione di una condizione clinica già presente, un suo aggravamento, se non addirittura una nuova lesione.

La “manipolazione” ad esempio di alcuni distretti corporei presuppone conoscenze anatomiche e fisiologiche accurate. Esistono decorsi di vasi e nervi aderenti a parti ossee che, se incautamente sollecitati, rischiano di lesionare le parti meno rigide, con conseguenze di varia natura.

I rischi aumentano nei bambini in quanto si può influenzarne negativamente il processo di sviluppo e dare avvio a complicanze irreversibili.

Cosa serve per esercitare la professione sanitaria di Fisioterapia

In Italia, come pure nel resto d’Europa, per esercitare la professione sanitaria di Fisioterapista occorre conseguire la laurea in Fisioterapia presso un Ateneo Universitario ed essere iscritto all’Ordine professionale specifico che valuta con rigore i titoli per l’adesione.

Non possono in alcun modo essere considerati Fisioterapisti, e dunque non possono assolvere le funzioni tipiche della professione:

  • massaggiatori,
  • chiropratici,
  • osteopati (che non siano professionisti sanitari laureati e iscritti all’Ordine),
  • chinesiologi,
  • massaggiatori shatsu,
  • massaggiatori sportivi,
  • naturopati,
  • massoterapisti e massofisioterapisti,
  • operatori di micromassaggio estremo-orientale,
  • riflessologi,
  • auricoloterapisti ecc.

Queste attività si rifanno alla L. 4/2013, che ha regolamentato le professioni non iscritte a ordini e collegi, e che non riguarda minimamente le Professioni Sanitarie di qualsiasi natura.

Non sono Fisioterapisti neanche i laureati ISEF (per es. i docenti di Educazione Fisica) o i laureati in Scienze Motorie, in quanto operatori formati per il settore dell’istruzione e dello Sport.

A tal riguardo ricordo che L’art. 1-septies é stato definitivamente abrogato dall’Aula del Senato il 5 aprile 2011, che ha definitivamente convertito in legge il ddl 572/B.

Ci sono medici di Medicina Generale che avendo appreso le tecniche della Medicina Manuale eseguono anche attività specifiche della Fisioterapia.

Con sentenza Nr. 5080/15 la Corte di Cassazione sottolinea che ” la laurea in Medicina consente l’espletamento di attività ausiliarie ma non anche di attività, quale la terapia riabilitativa, che non hanno tale carattere ed il cui svolgimento postula uno specifico diploma universitario”.

Benché il fisioterapista sia invitato a segnalare un presunto atto di abusivismo, tengo comunque a precisare che nel corso della mia attività, pur avendo ascoltato pazienti che riferiscono di terapie inefficaci o danni subiti a causa di diagnosi funzionali errate o mancanti, mi sono sempre astenuto dal commentare l’operato di colleghi reali e presunti.

Per controllare se un fisioterapista sia laureato e iscritto all’Ordine, condizione obbligatoria per l’esercizio della professione, è sufficiente:

  1. cliccare sul seguente link: webiscritti.tsrmweb.it/Public/RicercaIscritti
  2. digitare anche solo il cognome del terapista e avviare la ricerca.

Se il nominativo non compare segnalare l’attività abusiva a:

  1. Ordine dei fisioterapisti della provincia di competenza. Per Treviso Belluno e Vicenza tel. 393.3560424391.1007886 email bellunotrevisovicenza@tsrm.org
  2. Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) – Per il Comando Carabinieri di Villorba (TV) tel. 0422.423290
  3. A.N.V.A.R. Associazione Nazionale Vittime di Abusivismo in Fisioterapia abusivismoinriabilitazione.it tel. 340.8117670 email segreteria@abusivismoinriabilitazione.it 
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